Giornale del Mediterraneo, 1 luglio 2026
Ritorniamo con vero piacere sull’argomento trattato quattro anni fa, circa la struttura militare, verosimilmente adibita a “Punto di osservazione”, individuata sui resti di quello che fu un tempo, il Castello di Termini. A rendere più importante il tema già esposto è il ritrovamento di una nuova fotografia risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Tale scatto fu realizzato nel porto di Termini Imerese, subito dopo l’occupazione della 45ª Divisione americana, avvenuta il 23 luglio 1943.
L’immagine presa in esame, immortala, oltre alle operazioni d’imbarco di uomini e mezzi della fanteria USA, anche, tre conformazioni strutturali (visibili sullo sfondo, in alto a destra, oggi non più esistenti), collocate sull’area del Castello, e ancora, nella quota più bassa, si rileva il già conosciuto complesso militare (anch’esso demolito), situato su uno slargo del Belvedere (1).
La nostra particolare attenzione si focalizza sulle sagome strutturali
degli edifici, ubicati quasi in cima al castello, di cui, oggi, rimangono solamente
degli avanzi, questi ultimi, già visionati nel corso della nostra esplorazione
in situ del 2022 (2). Inoltre,
ancora una volta, sempre da fonte attendibile, veniamo a conoscenza che i
militari di guardia alle istallazioni (3) situate sulla rocca del castello (in attività prima dell’occupazione
americana nella cittadina imerese), alla fine del loro turno di guardia, dopo
aver ricevuto il cambio, rientravano nel suddetto presidio logistico -
abitativo dalle dimensioni ridotte che si elevava a dominio della città di
Termini bassa, e dell’intero porto.
Altra
chicca a corredo dell’articolo, è una bella istantanea che mostra la zona del
litorale costiero nei pressi di Punta Garofalo, dove vengono immortalate le
navi da sbarco Landing Ship Tank (LST). Nell’interessante contesto fotografico,
vedesi anche i palloni di sbarramento e le ciminiere dello Stabilimento Zolfi
Mormino (4). A commentare queste tre preziose foto abbiamo interpellato
ancora una volta, il ricercatore storico
militare Donaldo Di Cristofalo (5).
«Le foto del 1943 nel porto di Termini
Imerese, si riferiscono ad operazioni di imbarco di uomini e mezzi di fanteria
USA (5^ Armata). E’ verosimile che siano state scattate a ridosso dello sbarco
a Salerno (Operazione Avalanche, 9 settembre 1943). A mio parere, per tutta una
serie di particolari, si tratta di unità di rincalzo (ondate di sbarco
successive alle prime). Si riconoscono mezzi da sbarco del tipo LCI ed LST,
veicoli anfibi tipo DUKW, semicingolati Half-track, autocarri 3 assi GMC Jimmy,
un pezzo da 105mm M101. In una delle foto, seduto e con occhiali da sole, un
generale di divisione (Major General)».
Dopo il 23
luglio, le truppe statunitensi continuarono la loro avanzata lungo la costa
settentrionale, muovendo verso la città di Messina, che fu occupata il giorno
17 agosto. Tuttavia, sin dall’11 agosto il Generale Hans Valentin Hube (1890 -
1944), inviato in Sicilia dal comando supremo tedesco e subentrato al Generale Alfredo
Guzzoni (1877 - 1965), aveva dato disposizioni per l’evacuazione dell’Isola. In
realtà Hube, allestì un’efficace ed agile difesa che permise attraverso
l’Operazione Lehrgang, lo spostamento in Calabria delle unità italo-tedesche e
i relativi rifornimenti, utilizzando ogni tipo di imbarcazione per attraversare
lo Stretto di Messina. L’Operazione Husky, una delle più importanti operazioni
anfibie per la conquista della Sicilia, si concluse pertanto con la resa di
Messina il 17 agosto 1943, dopo 38 giorni di guerra.
Nell’area
del Castello di Termini Imerese, l’unico intervento ristrutturativo, avvenne
nel dopoguerra, e il risultato di questo processo di trasformazione è per come
lo vediamo adesso.
Note:
(1)
Giuseppe Longo 2012, La postazione militare del Belvedere, MadonieLive, 10
agosto.
(2)
Relazione
a cura del Geologo, già funzionario presso il Comune di Termini Imerese (PA).
«Salendo i molti gradini che dall'ingresso presso la gelateria Cicciuzzo conducono alla parte alta del “Castello”, a circa metà del percorso, è possibile osservare i resti di una costruzione, proprio a ridosso della scalinata, sul lato meridionale che guarda verso il S. Calogero. Si tratta di pochi resti di almeno due ambienti, una porzione di pavimento di pochi metri quadrati, i monconi di spessi muri in pietra e malta cementizia, ancora visibile una intonacatura e una coloritura sia del pavimento che delle pareti. Antonio Chiaramonte, classe 1947, attuale Presidente dell'Associazione Nazionale della Polizia di Stato (A.N.P.S.), sezione di Termini Imerese, ricorda di passeggiate con suo padre (Filippo Chiaramonte) al Belvedere, quando da piccolo (circa 7 anni di età) lo stesso gli faceva osservare la suddetta struttura, probabilmente a quell'epoca integra.
La sistemazione dell'area, così
come la vediamo oggi, risalente verosimilmente agli anni 60, comportò la
demolizione di tale struttura, così come la sostanziale modifica di tutto il
rilievo. Purtroppo non si hanno ad oggi immagini antecedenti ai lavori, in un
contesto che vide anche una certa attività estrattiva della roccia carbonatica
per la produzione di calce e la successiva urbanizzazione del quartiere. Ancora
meno notizie si hanno sull'utilizzo militare del sito, fermo restando
l'indubbio valore del fatto che tale “alto morfologico” consentisse un
controllo visivo a 360 gradi del territorio circostante la città, compreso un
tratto di mare con un orizzonte più lontano rispetto ai tratti di costa vicini.
E' invece documentata da foto (inserire) l'esistenza di un edificio presso il
Belvedere, ma anche qui non ne sono certe le funzioni militari.
In tale contesto Termini
Imerese è sede di Comando di una unità di difesa costiera (136° Reggimento
Territoriale Mobile - 207^ Divisione di Fanteria Costiera) coadiuvata, tra
l’altro, da un treno armato (T.A. 152/1/T) dipendente dalla Regia Marina,
nonché da 5 batterie contraerei (4 con pezzi da 90/53 ed 1 con mitragliere da
20mm) e da una piccola unità di mitragliatrici da postazione (519^ Cp. del 105°
Btg). E' pertanto verosimile che la zona Belvedere - Castello fosse presidiata
non foss'altro che per una basilare attività di avvistamento precoce di
attività nemica, in particolare dal mare e dall'aria. Mentre dal mare non
arrivarono mai azioni dirette verso la città ed il suo porto, dall'aria le cose
andarono diversamente, con almeno 8 incursioni documentate, con mitragliamenti
e bombardamenti aventi come obiettivi principali il porto e la stazione
ferroviaria.
Le stesse incursioni su
Palermo ebbero talvolta Termini Imerese coma zona di “ingresso” verso il
capoluogo, come accadde il 9 maggio 1943, quando diverse centinaia di caccia e
fortezze volanti si raggrupparono sul cielo termitano prima di dirigersi sulla
città, provocando distruzioni e centinaia di morti e feriti. Si deve pertanto
ritenere che i resti visibili sul Castello riconducano ad un utilizzo da parte
di personale territoriale dell'Esercito per attività di osservazione dello
spazio aeronavale, con possibilità di trasmissione telefonica e/o radiofonica
ai comandi dipendenti. Non documentata l'eventuale presenza di apparati
aerofonici, comunque di scarsa efficacia, e ancor meno di apparati radar, il
cui modesto utilizzo sull'Isola era comunque appannaggio dei tedeschi. Si
tenderebbe infine ad escludere la presenza di armamento antiaereo, troppo
esposto alla reazione nemica, che avrebbe coinvolto le vicine abitazioni
civili».
(3)
Giuseppe Longo 2012, Una postazione contraerea in cima al Castello di Termini
Imerese, MadonieLive, 18 agosto.
(4)
Giuseppe Longo 2018, Luglio 1943, bombe su Termini Imerese, Cefalunews, 12
luglio.
(5) Donaldo Di Cristofalo, appassionato di storia militare e membro del “Comitato spontaneo per lo studio delle fortificazioni militari”.
Bibliografia e sitografia:
Giuseppe
Longo 2018, Il ruolo storico ed “eroico” del Treno Armato di
Termini Imerese durante la Seconda Guerra Mondiale (Luglio 1943), Cefalunews 27
dicembre.
Giuseppe Longo 2022, Una postazione militare sul Castello di Termini Imerese durante la
Seconda Guerra Mondiale, Cefalunews, 8 Gennaio.
Giuseppe Longo 2022, Le corazzate ferroviarie della Regia Marina nel territorio
metropolitano e il Treno Armato di Termini Imerese T.A. 152/1/T, Cefalunews, 15
giugno.
Giuseppe
Longo, Le postazioni militari costiere siciliane ne quadro
delle operazioni belliche del secondo conflitto mondiale. In Pagine sul secondo
conflitto mondiale in Sicilia e nel distretto di Termini Imerese, Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici (I.S.S.P.E.), Palermo, 2022.
Seconda edizione riveduta e ampliata.
Giuseppe Longo 2023, Nuove immagini del Treno Armato antinave di Termini Imerese (T.A.
IV 152/1/T), Cefalunews, 9 febbraio.
Giuseppe Longo 2026, Il T.A. IV 152/2/T di Carini, identico al T.A. IV 152/1/T di
Termini Imerese, Giornale del Mediterraneo, 14 marzo.
https://treniarmati.blogspot.com/
Foto di copertina:
Operazioni di imbarco di uomini e mezzi di fanteria USA (5^ Armata) dal Porto di Termini Imerese.
Operazioni di imbarco di
uomini e mezzi di fanteria USA (5^ Armata) dal Porto di Termini Imerese.
Slargo del Belvedere. Presidio
logistico - abitativo, oggi non più esistente.
Struttura militare sul
Castello di Termini Imerese, oggi non più esistente.
Giuseppe Longo





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